Esselunga e il nome del negozio pilota “La Esse” nel centro di Milano – Caprotti: Horror

Vi piace il nome “la Esse”? E’ una Esselunga mozzata? Oppure devono ancora montare l’altra metà dell’insegna?
A Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore ed ex ceo di Esselunga, non piace per nulla. Anzi ha postato su LinkedIn: “Horror”.
Peraltro Giuseppe Caprotti, con la sorella Violetta, titolari del 30% del gruppo Supermarkets Italiani, entro l’anno dovrebbero conoscere l’esito del collegio arbitrale che si pronuncerà sul valore di cessione all’altro ramo della famiglia.
L’inaugurazione del nuovo format a Milano in corso Italia e l’esordio di Esselunga nel business del negozio di vicinato ha suscitato enorme interesse tra i professionisti del retailing. Ma, come al solito, i giudizi sono molto diversi. A partire dalla novità del nome “La Esse“.

Pro e contro

Anna Fabi, dsselunga o corta che sia la riconosci e basta quello che più ci piace é che sia Lei unica ed inimitabile. Quando dalle nostre parti, in riunione oppure sul digitale ci si confronta o viene evocato il suo nome, si pensa a lei come una Mamma. E’ Unica”.

Caprotti replica. “Non sono d’accordo: ho lavorato per. Carrefour quando era leader indiscusso e ne ho visto la discesa agli inferi… con  l’ablazione del marchio… mah”.

Mario Sassi, consulente d’azienda, confessa: “Personalmente (da milanese) lo trovo fantastico. Il numero 1. Gli altri inseguiranno. Rappresenta un salto logico. Mi piaceva anche “Sottocasa” forse ormai un po’ datato. Trovo anonimi e banali tutti i nomi in inglese per indicare i Pdv piccoli dell’intera Gdo”.

Paolo Lenci, cEsselunga è Esselunga punto. Non ha bisogno di nient’altro. E’ come se alla Ferrari cambi nome… ridicolo… è più difficile governare senza modificare, che stravolgere. Il 90% di chi punta a stravolgere porta a risultati davvero pessimi”.

La Esse sorge in un palazzo storico del centro di Milano. E l’addetta stampa di Unicoop Tirreno Beatrice Ramazzotti ironizza: “Le belle arti non hanno detto nulla di quell’insegna? Perché è brutta forte”.

Gianadrea Abbascià, member di Canova Club, si chiede: “Esse corta in che senso?”

E Alessandro Gullo, team lead branch Infrastructure at Auto1 Group, risponde: “Magari devono ancora montare l’altra metà dell’insegna”

Nel merito, Massimo Pelosi, vice presidente di LegaCoop Lazio, posta con fair play: “Non vorrei essere dissacrante ma si tratta di una novità per Milano e per Esselunga. Coop e Carrefour su Roma centro sono diversi anni che aprono format di questo tipo. I ticket restaurant a Roma è impossibile non accettarli”.

Abbascià, aggiunge: “Ho cercato di capirne qualcosa in più, cercando in rete. Non ho ben compreso qual è il segmento che si vuole “aggredire”, qual è in concreto il punto obiettivo del format”.

Antonio Romeo, export manager at Bosca and Copenhagen sparkling tea company, scrive: Nessun pentimento direi, piuttosto l’ingresso in un segmento che sta crescendo per necessità sociali. La nota dolente per tutte le catene, però, è che continuano a non capire che devono farlo con brand nuovi e non con quelli esistenti che sono conosciuti, scelti e amati per caratteristiche non ritrovabili nei format di quartiere. Un concetto base di marketing, ma evidentemente non abbastanza conosciuto.

Franco Alessandro Cavalleri, operatore nella comunicazione e formazione, posta: “Il format è interessante, mi lascia perplesso il luogo: parlare di ‘negozio di vicinato’ in una zona dove in pratica non risiede nessuno, ci sono per lo piu’ bancari, impiegati, dirigenti, commercianti, e soprattutto turisti…Credo che ad avere successo sarà soprattutto la ristorazione, che non per niente occupa due piani su tre!

Per Massimo Chi Ming Poggioli, diversificare, questa è la strategia vincente, attrarre là dove la domanda richiede la velocità e l’immediatezza del servizio!”.

Antonio Aitoro, managing director di Safar Abruzzo, rileva. “Si ritorna alle origini … E il nuovo effort è tutto logistico”.

Per Riccardo Bini, della dea molto interessante controcorrente, aiutera molto l’economia e a mantenere vivo il sociale con interessanti ritorni … sicuramente ben sviluppato darà grande soddisfazione”.

Sintetico ma efficace Flavio Petrino, sNumeri 1″.

Massimo Loporchio, cioSe la cucina funziona allora il tutto può stare. Vent’anni fa si sognava che un giorno l’industria avrebbe sostituito l’Ean con Rfid … È rimasto un film di Kubrick”.

e.scarci709@gmail.com

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Esselunga si lancia nel negozio di vicinato: l’ultima idea del ceo Kahale

Esselunga, Giuliana e Marina pronte a rilevare il 30% da Violetta e Giuseppe Caprotti

 

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