L’alluvione mette ko la Pasta Rummo: verso il concordato preventivo

L’alluvione sommerge il Pastificio Rummo. La società beneventana ha deliberato, lo scorso 4 luglio, di richiedere al tribunale fallimentare di Benevento un accordo di ristrutturazione del debito o l’ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. Lo scorso ottobre lo stabilimento di Ponte Valentino è stata colpito da un’alluvione devastante che ne ha compromesso la funzionalità per 8 mesi. I danni sono stati quantificati da Rummo in 37 milioni mentre la compagnia assicurativa gliene ha rimborsati 19,5 milioni per il ripristino dei macchinari.
Negli otto mesi, l’azienda, per non perdere produzione, «ha esternalizzato parte della produzione nei siti di Matera, Eboli e San Sepolcro – precisa Luciano Valle, segretario generale Flai Cgil di Benevento – Una parte dello stabilimento è ancora devastato e da 45 giorni a Ponte Valentino sono tornate attive solo 3 delle 7 linee produttive. I 148 addetti complessivi sono interessanti da una cassa integrazione per il 50%».


Azienda familiare

L’azienda (che fa capo a Cosimo Rummo e i figli Antonio e Davide) tace e allora spetta al sindacalista difendere le scelte imprenditoriali. «Ci hanno comunicato dell’istanza di concordato la scorsa settimana – aggiunge Valle – L’operazione è positiva perchè mette in sicurezza l’azienda: le prospettive di sviluppo sono buone». Nell’istanza di concordato l’azienda spiega che la scelta serve ad arrestare le perdite connesse all’esternalizzazione produttiva. «Il brusco fermo dell’attività – recita – ha, però, determinato lo scadere di una debitoria di circa 40 milioni del tutto incompatibili con il fatturato post alluvionale di 4-5 milioni al mese. Di qui l’esigenza di accedere alla procedura al fine di preservare la par condicio creditorum».

Pl e Lavorazione lenta 
Il pastificio campano opera sia con il brand Rummo Lavorazione Lenta sia nelle private label. Inoltre controlla il pastificio Castiglioni di Novara. Rummo dichiara una quota di mercato del 6% nelle regioni chiave e del 2% a livello nazionale. Nel piano di risanamento si sostiene che il cash flow è sufficiente a non chiedere nuovi prestiti prededucibili, ma basterebbero le linee di credito autoliquidanti. Peraltro le banche avrebbero offerto una linea di credito di 2 milioni che l’azienda ha deciso di non accettare.
Sul fronte dell’export, Rummo ha ottenuto una fornitura dal retailer inglese Sainsbury’s per pasta in private label e marchio aziendale. Poi grazie anche ad altri contratti per prodotti biologici, il pastificio stima di generare solo all’estero un fatturato pari alla metà di quello attuale.

In tensione
Nel bilancio 2014 (quindi ante-alluvione), Rummo Spa registrava ricavi per 85,5 milioni (84,8 l’esercizio precedente), un utile operativo di 2,4 milioni (2,1), oneri finanziari per 2,6 milioni e un utile di 171mila euro (207mila). I debiti verso banche ammontavano a 50 milioni (45), di cui 37 a breve (28).I debiti verso fornitori segnavano 24,2 milioni (19,9). Il patrimonio netto era di 58 milioni. «Anche prima dell’alluvione – conclude Valle – la situazione presentava qualche tensione finanziaria. Ma è normale per una società che lavora con il marchio del distributore e con margini risicatissimi. L’azienda ha risentito molto della concorrenza de La Molisana».

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