Oswald Zuegg rileva il 28% dell’azienda dai parenti e arriva al controllo totale

Oswald Zuegg a tavola
Oswald Zuegg a tavola

Oswald Zuegg si è fatto un regalo in occasione dei 125 anni di vita dell’azienda. Per una cifra intorno ai 12 milioni ha rilevato il restante 28% delle azioni da cugini e parenti per arrivare al 100%. A cedere i titoli sono stati il fratello, 67enne, Hiltraud, con un pacchetto dell’11,35%, il 70enne Mark Tilmann con il  5,59% e il 32enne Maerk Lucas con l’11,35%. L’azienda è ora sotto un’unica guida, meglio attrezzata per rilanciare la saga della Zuegg, nata, nel 1890 a Lana d’Adige, dalla passione del capostitpite per la frutta.

«Non si può pensare alla crescita dell’azienda – osserva l’imprenditore altoatesino – con tanti cugini e parenti». Ora il 65enne Oswald Zuegg può concentrarsi, in particolare, sulla crescita negli Stati Uniti ripartendo dai 700 punti vendita Walmart in cui è presente («ma stiamo per entrare anche in una catena di cash&carry») e sulla ricerca («con calma») di uno stabilimento nel nord degli Stati Uniti, non lontano dal confine canadese; senza escludere un partner già operativo con cui ampliare il business. L’unica condizione irrinunciabile rimane quella della disponibilità del campo intorno all’impianto di trasformazione.

Il gruppo Zuegg opera nella produzione di succhi di frutta e confetture per il consumatore finale (brand Zuegg e Skipper), nei semilavorati di frutta per l’industria del lattiero-caseario (da Danone a Parmalat fino a Barilla) e nella lavorazione della frutta fresca in sei stabilimenti con 569 addetti: due in Italia, due in Germania, uno in Francia e in Russia. L’anno scorso la società ha realizzato ricavi per 271 milioni, in crescita del 6% sull’esercizio anche se in rallentamento rispetto al +11% del 2013. Il Btc realizza il 58% del fatturato, il Btb il resto.

Zuegg agronomo
Zuegg agronomo

In Italia il mercato dei succhi di frutta nel 2014 ha perso oltre 5 punti percentuali a volume, Zuegg ha segnato un incremento dello 0,4% mentre nel comparto delle confetture (che si è attestato su un +2,7%) ha messo a segno un balzo a due cifre, +11,2%, portando la propria quota a 20,5.

«Ci picchiamo di essere – sottolinea Zuegg – tra i maggiori esperti europei di frutta. Ricerchiamo i migliori cultivar di ogni frutto e nel contempo portiamo avanti i principali campi sperimentali, soprattutto nella zona di Avellino. Poi il controllo della filiera integrata ci garantisce il controllo della trasformazione, fino al prodotto sulla tavola».

Nel 2001 il gruppo veronese ha investito 35 milioni nella costruzione dello stabilimento russo, ad Afanasovo. «In Russia non c’era niente intorno allo stabilimento – sottolinea l’imprenditore altoatesino – e siamo stati costretti a questo maxi investimento». Oggi a rischio alla luce del braccio di ferro tra Europa e Russia? «No, anzi – risponde Zuegg – in pochi anni siamo saliti a una produzione di 17mila tonnellate, come a Verona nel Btb. In Russia le nostre confetture sono il primo marchio importato. Il problema semmai è il crollo del rublo: ha prodotto danni per 9 milioni». In occasione dell’Expo, Zuegg ha in agenda varie iniziative e attività di comunicazione mirate, tra cui una confettura limited edition ai fichi rossi e allo zenzero che sarà disponibile esclusivamente nel periodo dell’Esposizione universale.

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